Momenti di (non) trascurabile felicità

 

Il sorriso di mia nipote quando mi vede, un tramonto che sbuca all’improvviso dietro un palazzo, l’odore del mare, un sms che non ti aspetti, mamma che mi prepara il minestrone con il risone che mi ricorda quando andavo alle scuole medie, le lotte con i cuscinoni con mia sorella, entrare a casa e trovare il riscaldamento acceso, il cappuccino con la schiuma come piace a me, le persone che ti sorridono, il profumo della magnolia, iniziare un nuovo libro, la Sicilia, trovare l’ascensore al piano, passeggiare all’auditorium, trovare dei soldi nella tasca dei jeans, ricevere una cartolina, dormire con scaldasonno a palla, un bicchiere di bordeaux e la fonduta di formaggio, comprare degli stivali che mi si chiudino ai polpacci, le polpette al sugo del mercoledì, l’onda verde dei semafori, i pacchetti della libreria farenheit a campo de fiori, la crema corpo al muschio bianco, la crostata di ricotta di nonna, i biscotti di Natale, gli abbracci che ti fanno sentire al sicuro, gli sms del buongiorno e della buonanotte, i fiori regalati a sorpresa, il faro di fiumicino, il mio pupazzo di winnie, la Virtus quando vince contro Siena o Caserta, il momento del decollo…

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Grazie a Francesco Piccolo che con il suo libro mi ha ispirato di getto un mio elenco di momenti..

Momenti di (non) trascurabile felicitàultima modifica: 2011-02-11T21:45:09+00:00da layura
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6 pensieri su “Momenti di (non) trascurabile felicità

  1. Come l’associazione delle idee, proferendo esattamente tutto ciò che viene in mente e senza una logica apparente, quando poi… dopo aver terminato l’elenco, una linea di definizione comincia a delinearsi e si comincia ad intravedere il racconto di una storia.
    Elenco a mò di lista e di resoconto, di progressione e continuità, di vita e lungimiranza e di scoperta a volte inaspettata. Per quanto inaspettati possiamo essere a noi stessi e serenamente ci accogliamo.

    un saluto

    ………..Uomo

    .

  2. Mettiamola così… ti dico come la vedo io:

    – la prima volta che te lo chiedi è stanchezza

    – la seconda volta che te lo chiedi è dubbio

    – dalla terza volta in poi, è già il momento; sono che ancora non lo sai! :-))

    agire di pancia è giusto, ma certe situazioni,a volte, sono più complesse di quanto sembrano 🙂

    Un bacio grade e buon inizio settimana,

    S.

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